Blog di un contadino:

Il Capitano corrotto
Il Nonno, data l'età (classe 1878)doveva fare il militare come riservista, un capitano corrotto voleva che lasciasse a lui come tangente la piccola paga che percepiva e che regolarmente mandava a casa per sostenere la moglie con i cinque bambini. Al suo rifiuto trovó una scusa per mandarlo al fronte; con quasi 40 anni andare ad infilzare con la baionetta i giovani che erano di poco più grandi dei propri figli fù una cosa traumatica. Fù coperto di medaglie e croci di guerra ma la sua breve vita fù segnata per sempre dall'ingiustizia subita e per gli orrori della guerra. Oggi purtroppo le cose proprio non sono migliorate, evidentemente i corsi e ricorsi storici si ripetono.

Il telefono no
C'è gente che aspetta il telefono da tre anni, a quei pochi che sono stati presi in considerazione sparano dei costi di tre milioni di lire, la cosa è insostenibile per i tempi. Provare con una raccolta di adesioni? Ci provo e raccolgo 84 firme che deposito presso la sede SIP di Cuneo. Il funzionario apprezza la cosa ed è così che dopo 6 mesi iniziano i lavori e l'anno seguente abbiamo il telefono a dei costi di un decimo. Oggi peró il telefono è caro, che la colpa sia mia? Forse non avrei dovuto interessarmi.

Il primo incontro
Il primo approccio politico con la Coltivatori Diretti avvenne quando ero poco più che ventenne. Non avendo voglia di partecipare ad una riunione preelettorale in cui si doveva dibattere sulle problematiche politiche della categoria, mio padre pensó bene di delegarmi a rappresentarlo. Nella sua relazione, Baldi non lasció spazio ad alcuna discussione, lagnandosi di tutto quanto sin allora deciso a livello politico in quanto o era stato mal impostato o mal eseguito, insomma tutto non andava. Che dire? Alla fine quando finalmente potei intervenire feci solo presente una cosa: visto che sin'ora al governo c'era la DC che aveva la maggioranza di governo, se proprio tutto non andava come diceva lui allora sarebbe stato meglio votare i comunisti. Un timido applauso seguito da qualche "Bravo!" si levó dal fondo della sala. Certo la cosa non piaque a Baldi che parló con l'allora segretario di zona Lombardi. Morale; per alcuni anni non ricevemmo più alcuna convocazione alle riunioni politiche della Coltivatori Diretti.


L'Aquila e i ciucun
Non capita tutti i giorni che arrivi in provincia di Cuneo il Presidente nazionale della Coltivatori Diretti, l'allora Presidente Lobianco incontra i dirigenti a Savigliano, quale ghiotta occasione, solo che non ricevo alcun invito, gentilmente un amico mi passa la notizia invitandomi a presentarmi. Solita tiritiera Lui parla e riceve un sacco di applausi poi interviene Sacchetto dove gli presenta molti problemi che attanagliano l'agricoltura, incalzo io rimproverandogli alcune cose ma mi soffermo in particolare sul Progetto Aquila; quello che a parole doveva portare innovazione e ricchezza in campagna, nelle intenzioni, dovevano farci volare alti ma che dopo dieci anni non aveva portato proprio nulla solo fumo e parole. Concludo ironicamente dicendogli che probabilmente la covata dell'Aquila era andata a male e ci eravamo ritrovati con dei "ciucun". La battuta evidentemente non gli piacque, il suo sguardo tagliente dimostró che avevo colpito nel segno e difatti rimase molto seccato. Tre mesi dopo dava le dimissioni da Presidente, finalmente un pochino di coerenza. Mica sarà stata colpa mia?

L'iscrizione del Quagliano
Ad inizio 1982 volendo mettere un'etichetta al vino Quagliano, siccome sono ignorante in materia, vado a Cuneo per cercare l'ufficio preposto all'iscrizione del vitigno. In Provincia nessuno ne sa niente, alla Camera di Commercio men che meno, all'Ispettorato agrario cadono dalle nuvole. Piuttosto sconsolato vado a ragguagliarmi con il Direttore della Coltivatori Diretti Cantamessa, basta una telefonata al Presidente della CCIAA ed un quarto d'ora dopo ecco Martini a ricevermi. Nonostante i continui solleciti la cosa si dilunga più del dovuto, finalmente nel 1994 arriva l'iscrizione, seppur provvisoria del Quagliano nel Catalogo Nazionale per uve da vino. Chissà perchè poi non anche in quelle da tavola? Finalmente posso etichettare il mio vino con l'unica etichetta a norma ai sensi di legge esistente prima dell'avvento della Denominazione di Origine Controllata. Già l'anno seguente mi ritrovo d'accapo poiche la D.O.C. Piemonte annulla l'Indicazione Geografica. Tra i tanti Misteri c'è da chiedersi come mai non siamo stati inseriti anche noi nella D.O.C. Piemonte? Già prima dobbiamo fare anticamera per quindici anni.

L'acqua ed il rospo
Eravamo agli inizi degli anni '90. Un uccellin di bosco mi disse che una parte della Celdit era stata venduta alla Coldiretti in un modo molto strano. Un controllo al Registro immobiliare ed al Libro di bilancio e trovo che c'è qualcosa che non quadra. Mi garantiscono che è tutto regolare ma di stare chiotto chiotto. Stranamente 15 giorni dopo la Giunta della Regione Piemonte delibera un contributo di 275 milioni al Consorzio collina Costigliolese. La dove non aveva provveduto Dio, ho provveduto io, mi dico soddisfatto, finalmente oltre ad un clima particolare adesso c'è pure l'acqua, con la possibilità di coltivare ogni tipo di coltura. Già! Ma in gola sento come se ci fosse un rospo che non riesco a trangugiare.

L'ultimo emendamento
Assemblea provinciale Coldiretti, all'ordine del giorno c'è da approvare per l'ennesima volta lo Statuto; siccome vedo che ci allontaniamo sempre più dal sindacalismo, propongo cinque emendamenti. Il secondo emendamento con il 51% non ha i voti sufficienti per essere approvato in quanto ci vuole un quorum dei due terzi, pertanto viene proposto di discuterlo come ultimo. La discussione è molto accesa tra le due fazioni, non era mai successo in casa Coldiretti di spartire i Dirigenti in modo così netto. Dopo la seconda votazione con solo un 56% dei voti a favore dell'emendamento, gia prevedo la pacca sulla spalla dell'amico Natale, oggetto della contesa, che giuggiolandosi mi dice "Ti è andata male oggi". Chiedo il microfono per difendere la mia proposta, più volte vengo ignorato, dopo il terzo intervento di Bergese non mi trattengo più e dico chiaramente che se il microfono non me lo danno vengo a prendermelo. Un tantino titubante Gatto me lo porge, parlo all'assemblea in modo diretto e chiarisco le motivazioni del mio emendamento. Passiamo alla terza votazione e l'emendamento viene approvato con il 68% ed un bel numero di astenuti. Il Direttore mi sembra preoccupato, avrà pensato: possibile che quel contadino riesca ad essere così convincente? Dove avrà trovato tutto quel carisma? E se in futuro, su argomenti ancor più importanti e delicati riuscisse ad essere così convincente? Oltre che Ultimo Emendamento mi sa che sarà anche l'Unico Emendamento approvato in casa Coldiretti?

Il GAL ed il galletto
Siamo soliti sentir dire da politici e sindacati che non si devono fare interventi a pioggia, bensì interventi a lunga programmazione. Io seguendo gli eventi devo ampliare l'azienda in quanto i confinanti vendono i loro terreni. Finalmente nel 2002, sapendo che il nuovo GAL diventerà operativo, mi preparo per costruire la cantina, finalmente ho la licenza del comune, ho prenotato il muratore ed inizio a demolire il vecchio fabbricato. A settembre chiedo al nostro rappresentante in seno al GAL a che punto sono con i Bandi, mi rassicura dicendomi di avere pazienza ed aspettare. Aspetto con pazienza ripeto la domanda sovente ma sembre vengo rassicurato che è solo questione di tempo. Finalmente dopo tanta attesa il 26 febbraio ricevo la e-mail con allegato il bando, finalmente. E' tardi leggeró il tutto all'indomani sera. Certamente sette mesi per stilare un Bando sono tanti, il problema è che a me peró concedono solo 20 giorni per costruire la cantina, "Impossibile" dice il muratore, ci credo bene il cemento ha i suoi tempi e nessuno fa i miracoli. A questo punto concordo con quell'editorialista dell'Informatore Agrario che dice " certe leggi sono così ben fatte che si sa già a priori a chi andranno i soldi". Peccato 50.000 euro mancati, mah faranno la fortuna di altre aziende, non della mia se aggiungo IVA e interessi sfioro gli 80000; peccato sarebbero stati di grande aiuto a chi in agricoltura ci ha creduto e ha investito tanto in denaro e lavorato permettendosi anche il lusso di avere un giovane rincalzo. Avrei meritato di più! Chissà a chi sono andati e a cosa saranno serviti quei soldi? Non è che saranno sempre i soliti a prenderli?

Siamo i più Bravi
Al pari dei Bravi di manzoniana memoria, noi piemontesi siamo i più bravi di tutti. Siamo i più bravi nel fare vini come il Barolo e Barbaresco, così come siamo bravi a fare anche lo Champagne o pseudo tale. Siamo stati talmente bravi da far morire 19 persone con il metanolo e nonostante tutto continuare a vendere vino.
Anche chi fa il vino con il bastone, non viene bastonato, infatti chi fa 100 hl di tale vino alla fine paga solo 300.00 uro di sanzione. Come dire il gioco vale la candela pensare che l'Unione Eropea richiede che le sanzioni siano tali da servire da deterrente

Controlli, controllori e controllati
Che in Italia ci siano troppi controllori è pacifico, per quanto riguarda il mondo vitivinicolo, oltre al ICQ, NAS, CCIAA, ASL, Antisofisticazioni vitivinicole della Regione Piemonte, potremmo aggiungere GDF, e CFS, dulcis in fundo è pure arrivato l'ennesimo carrozzone, Valoritalia. Con tutti sti controllori, chissà quanti controlli? Come mai allora una denuncia presentata il 15 maggio 2008 al NAS di Alessandria e successivamente portata a conoscenza di tutti i controllori citati, a tutt'oggi non ha ancora ricevuto risposta scritta? Forse ho trovato solo muri di gomma come aveva previsto un apprezzato enologo dell'albese, o meglio mi sono scontrato contro il "SISTEMA" come diceva Rapallino.

Quando la matematica è un opinione
Un grande luminare dell'enologia purtroppo è un tantino scarso in matematica basti ricordare che secondo lui 2+1 non da come risultato tre come molti di Noi credono ma il risultato è 32. Boh! Chissà bisognerà riconsiderare la teoria della relatività.

Cavaliere al merito della Repubblica

Chiotti Ambrogio Al Presidente della Repubblica
Via Ceretto 76 on. Giorgio Napolitano
12024 Costigliole Saluzzo                                Palazzo del Quirinale
00187 ROMA
e P.C. S.E. Dott. Giovanni Russo
Prefetto della Provincia di Cuneo
Via Roma 3
12100 Cuneo
OGGETTO: Rifiuto onorificenza
Egregio Signor Presidente
Già mi ero rivolto alla Sua alta Carica in precedenza con un messaggio via internet di cui ho avuto risposta (protocollo SGPR 16/06/2010 0064714 P) alla quale non avevo dato risposta, oggi mi permetto di osservare; che si la politica non deve entrare nel merito della magistratura ma il Presidente della Repubblica è anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura pertanto secondo il mio modesto parere, non solo deve vigilare sul corretto funzionamento della Magistratura ma su tutte le Istituzioni in generale.
Sono caparbio altrimenti sarei già andato ad ingrossare la lunga schiera di chi ha compiuto degli insani gesti che drammaticamente quasi quotidianamente colpisce l'Italia intera. Questo non toglie che sono sinceramente preoccupato per il futuro dei miei quattro nipoti ai quali è riservato un futuro molto buio poichè andando avanti di questo passo, dove è cronaca quotidiana dell'intrallazzo tra mafia e politica, dove l'essere umano viene calpestato dalle stesse istituzioni. Porto ad esempio il caso ecclatante del senatore Andreotti che pur essendo stato condannato per mafia, un Suo predecessore si era comunque permesso di nominarlo Senatore a vita, oppure il tragico assassinio del Procuratore Capo di Torino Bruno Caccia, caduto per essere stato un integerrimo servitore dello Stato e oggi, dopo trent'anni non vede ancora condannati i suoi assassini nonostante ci fosse un rullino fotografico di chi preparava l'attentato.
Sono profondamente deluso ed amareggiato nel vedere questa nostra povera Italia lasciata andare alla deriva dalla politica, a causa del nichilismo etico che la attanaglia. Con la mia misera pensione, che non è affatto paragonabile ai Vostri stipendi è assai difficile poter avere giustizia, purtroppo ho dovuto rinunciare al Procedimento Penale e in questi giorni ho dovuto indebitarmi ulteriormente per ricorrere in Cassazione. Se necessario adirò pure al Tribunale per i diritti dell'uomo di Strasburgo o la Corte di Giustizia, di modo che i Regolamenti Comunitari vengano fatti rispettare anche in Italia dalle istituzioni preposte ai controlli che sino ad ora hanno latitato.
Quando S.E. il Prefetto di Cuneo, mi ha comunicato che la S.V. mi aveva insignito dell'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica, ne sono rimasto lusingato ed orgolioso, oggi per coerenza con i miei principi etici e morali, sono costretto a rinunciare a tale Alta Onorificenza (che allego) in quanto non posso accettare una Onorificenza dal Capo di uno Stato che se da una parte mi onora e gratifica, per altra parte, lo stesso Stato, mi sta rovinando economicamente e moralmente con ripercussioni sulla salute e nell'ambiente familiare. In tutta la vicenda, la Prefettura di Cuneo è stato l'unica istituzione a prendere in considerazione il mio problema, pertanto, nonostante i risultati, mi corre l'obbligo di ringraziare S.E. il Prefetto e in particolare la Dottoressa Bambagiotti per quanto fatto, chiedo scusa per lo sfogo ma sono un vecchio contadino che allo studio ha dovuto anteporre il lavoro e dopo quasi 60 anni di duro lavoro, rinunce e sacrifici, per aver avuto l'ardire di essere una persona onesta, ora mi trovo impigliato nelle maglie della giustizia, in questo mondo che è sempre più a misura dei "furbi". Colgo l’occasione per porgere a Lei Signor Presidente e collaboratori i miei più Cordiali Saluti.
Costigliole Saluzzo 11 marzo 2014
          Chiotti Ambrogio

Dopo più di quattro anni non è assolutamente successo nulla