La saga della famiglia Chiotti:


Oralmente si tramanda di essere di origini milanesi, probabilmente tra quelli che verso il 1198 vennero a dare manforte ai cuneesi per liberarsi dal dominio del Marchese di Saluzzo. Appunto nei dintorni di Cuneo si trovano molte famiglie chiamate Ambrogio in onore del Santo Patrono di Milano. Con lo scioglimento dell’Ordine dei Templari, molto probabilmente acquistarono dall’ordine gerosolimitano dei possedimenti a Valmala dove si insediarono. Qui giá nel 1650 c’erano quattro famiglie Chiotti che non figuravano parenti tra di loro, la nostra famiglia, sui registri parrocchiali d’allora veniva citata De Chiottis e per distinguerla dagli altri clan aveva il soprannome di 'Mbrosi o Ambrosi, appunto da Ambrogio che é un nome ricorrente nella famiglia, il primo di cui si trovano tracce documentate é del 1712 quando diventa padre di Bartolomeo. Molto probabilmente al cognome Chiotti si giunse per indicare quelli del Chiot che in occitano sta a significare pascolo, pianoro di montagna. Bartolomeo, nato nel 1778 é il primo miracolato dalla Madonna di Valmala, il figlio Ambrogio, uomo di cultura per i tempi, diventa pure Sindaco del paese dal 1851 al 1856 e tiene una interessante agenda dove annota entrate e spese, dai conti risulta che la maggior parte dei suoi proventi derivano dal carbone di legna. Tra i contribuenti del piccolo comune di Valmala, uno paga venti lire mentre Ambrogio ed un altro Chiotti ne pagano diciotto, tutti gli altri pagano cifre sotto le sette lire. Nel 1862 compra una casa al Ceretto di Costigliole da un certo Samuele Isacco Segre e per il momento preferisce lasciarci dentro il mezzadro Pasero Vincenzo. Scende definitivamente con il figlio Bartolomeo e la sua numerosa famiglia solo nel 1880. Un altro figlio rimane a Chiot Martin mentre il terzo va ad occupare una delle due case che possiede a Brossasco.
A Ceretto la famiglia di Bartolomeo diventa numerosa, nel 1888 nasce l’ultima figlia, la dodicesima, purtroppo Matilde la penultima, di due anni, cercando di salire sul tavolo rovescia un pentolone di acqua bollente causando cosí la sua morte e quella della sorella di appena 17 giorni.
Le ristrettezze dei tempi e la dimensione del chiabotto non lasciavano grandi prospettive alla numerosa prole, obbligano parte della famiglia ad emigrare in California, alla fine ben sei raggiunsero l'America nei primissimi anni del 1900. Al Ceretto il 17-6-1913 Bartolomeo e Lucia celebrano pomposamente le Nozze d’Oro attorniati dai figli che vediamo nella foto da sinistra Antonio, la californiana Maddalena, Pietro (mio nonno) Virginia e Ambrogio. In basso gli sposi e la figlia Maria. Tra la clientela del vino ci sono molti rappresentanti del clero, segno di fiducia nella famiglia. Nel 1927 purtroppo Pietro muore lasciando la giovane famiglia in difficoltá, nel 1937 Ambrogio chiama il nipote Bartolomeo a condurre l’azienda del Palas, al quale nel 1949 ne fa donazione, per compenso alla gratitudine viene imposto il nome di Ambrogio al figlio in arrivo ed eccomi perció qui a zappare la vigna con il nome degli avi.
La casa a Chioti-Martin
La casa degli avi a Chiot-Martin nel comune di Valmala.
Casa degli avi di Ceretto
La prima casa comprata dagli avi al Ceretto.
Nozze d'oro Lucia Bartolomeo 1913
Nozze d'oro di Bartolomeo e Lucia Chiotti Ceretto 1913.
Chiotti Bartolomeo 1953
Chiotti Bartolomeo con la famiglia, io sono il pi ú piccolo a sinistra.